L’ebbrezza che dissolve gli affanni e move l’animo dal profondo. Ovvero: quello che i latini scrivevano sulla vite e sul vino

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Viaggio semiserio alla scoperta della vitivinicoltura nella letteratura latina
di Teodosio D’Apolito

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Descrizione

I Romani bevevano: eccome. Ma non solo per il gusto: per riflettere, brindare, amare, dimenticare e ricordare.
Questo libro è un viaggio tra le pagine dei grandi autori latini, da Catone a Orazio, da Seneca a Plinio il Vecchio, alla scoperta di come la vite e il vino siano stati molto più di una coltura e una bevanda bensì una filosofia di vita.
Già duemilacinquecento anni fa ci si preoccupava di clima, rese, affinamento e perfino dell’umore degli ospiti. E se oggi parliamo di terroir e tannini, loro, con meno paroloni, avevano già capito tutto.
Con uno stile leggero e documentato, questa raccolta racconta la viticoltura e l’enologia nell’antica Roma tra poesia e potatura, tra filosofia e fermentazione, tra un brindisi a Bacco e una sentenza di Seneca.
«In vino veritas…ma un po’ di felicitas non guasta».
Un libro per chi ama il vino e per chi sa che i Romani avevano già detto tutto, pur senza conoscere gli antociani. Perché alla fine pensiamo di essere moderni, ma siamo ancora lì: a cercare conforto in un bicchiere e a dare la colpa a Bacco quando esageriamo.